1940 LA NASCITA
La Mostra d'Oltremare fu inaugurata come Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare il 9 maggio 1940, progettata dal Governo come Esposizione Tematica Universale, insieme al parco dell'Esposizione Universale di Roma (poi EUR). L'impianto urbanistico è costituito da 36 padiglioni espositivi immersi in aree progettate a verde ricche di essenze importate dalle terre d'origine che riproponevano ognuna le colonie d'Oltremare in ogni aspetto (habitat, flora, architetture).
1950 al 1997 UN PATRIMONIO NON VALORIZZATO
La Mostra, gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale fu ricostruita agli inizi degli anni '50, sostituendo gli edifici distrutti con nuovi manufatti con un'impronta più tipicamente razionalista che oggi coesistono in una piacevole armonia con quelli dell'impianto originario. Dagli anni '60 in poi, l'utilizzo parziale delle aree come quartiere fieristico, una generale incuria del verde e di alcuni edifici ed i danni provocati dall'occupazione dei suoli per ospitare nei containers i cittadini che avevano subito danni dal terremoto dell'80, hanno contribuito al degrado della Mostra e alla mancata fruizione di molti edifici e vaste aree.
1998 IL CAMBIAMENTO
Viene avviato un progetto di tutela, riqualificazione e valorizzazione dell'intero patrimonio ambientale, architettonico e artistico ed un progetto di sviluppo economico-aziendale.
1999/2001 DA ENTE A SOCIETA' PER AZIONI
Il 30 novembre viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.281 il DL n.442 di trasformazione dell'Ente in Società per Azioni. La Mostra d'Oltremare S.p.A. che nasce definitivamente il 16 gennaio 2001 ha come compito principale di gestire e valorizzare il patrimonio già dell'Ente Autonomo Mostra d'Oltremare, nonché di organizzare attività fieristiche e promuovere manifestazioni culturali, turistiche, sportive, anche al fine dello sviluppo economico e della valorizzazione turistica della città di Napoli
2001/2007 UN PATRIMONIO IN EVOLUZIONE
La Mostra d'Oltremare S.p.A. ha riorganizzato le proprie attività, curando nuove aree di business, operando una diversificazione nell'offerta e valorizzando le risorse strutturali e ambientali presenti nel proprio territorio. Sono stati progressivamente restaurati e rifunzionalizzati:
il Padiglione dell'America Latina (1999)
il Teatro Mediterraneo (2000)
l'Arena Flegrea (2001)
l'ingresso monumentale (2002)
i Padiglioni del Complesso Caboto (2003)
il Laghetto dei Bagni di Fasilides (2004)
La Piscina Olimpica ed il complesso sportivo Wado (2005)
la Fontana dell'Esedra (2006)
La Mostra, inoltre, si è dotata di un piano strategico (Masterplan 2002/2007) e di un piano urbanistico attuativo (PUA approvato dalla Sovrintendenza e definitivamente dal Comune di Napoli) che ne delinea in maniera chiara il futuro a medio e lungo termine.