L'impianto della Mostra non ha subito significative trasformazioni, mentre i singoli edifici sono stato oggetto di mutamenti rilevanti; in particolare la maggioranza degli edifici originali è stata danneggiata dagli eventi bellici: alcune distruzioni per effetto di bombardamenti e successiva requisizione per offrire ospitalità ai militari ed ai civili.
Nell'idea originale della Mostra vi era l'intenzione di creare un meccanismo di diversificazione dell'economia napoletana che andava disgiunta da industria ed agricoltura. Vi era un forte bisogno di sviluppare aree come il turismo, il commercio ed il terziario in generale.
In pratica questo si traduceva in uno sforzo di miglioramento del porto di Napoli, nell'abbellimento di alcuni luoghi pubblici della città e nella creazione di grandi arterie e monumenti.
Nel periodo successivo la guerra, si avviò la ricostruzione e nel 1952, il presidente della repubblica Luigi Einaudi inaugurò la prima mostra del dopoguerra intitolata "Mostra Triennale del Lavoro Italiano nel Mondo", con l'obiettivo di rendere merito agli italiani residenti all'estero ed al loro contributo alla cultura ed al progresso nel mondo. In questa occasione, a parte i lavori necessari per adattare i padiglioni alle differenti tematiche delle mostre, la maggioranza degli edifici venne riportata al loro precedente splendore.
Nei decenni successivi, come conseguenza dell'associazione della Mostra con il regime fascista, il luogo ed i suoi edifici vennero in qualche modo trascurati dal mondo culturale; di conseguenza, essa è quasi sconosciuta al di fuori della realtà locale e del mondo degli studiosi e dei ricercatori.
In tali decenni vari episodi hanno danneggiato molti edifici: trascuratezza, carenza di fondi, qualche incendio, ed infine il terremoto del 1980 che, oltre ad alcuni danni procurati alle strutture, ha visto la Mostra ospitare numerosi senzatetto che hanno prodotto danni incalcolabili.
Dalla fine degli anni Novanta è stato avviato un progetto di tutela, riqualificazione e valorizzazione dell'intero patrimonio ambientale, architettonico e artistico e un progetto di sviluppo economico-aziendale.
Ciò ha consentito innanzitutto di contrastare il degrado e di realizzare notevoli e molteplici interventi di recupero e di restauro di strutture architettoniche e delle aree a verde.
Dal 1999 si sta attuando una politica di tutela e valorizzazione di detto patrimonio, avviando un costante processo di riqualificazione e restauro, nella consapevolezza che la Mostra d'Oltremare sia un grande parco attrezzato protetto, un notevole prestigioso patrimonio arboreo, architettonico, artistico e culturale, con un grande equilibrio tra architetture, verde e fontane.
Insomma un particolarissimo e unico "museo en plein air" ricco di occasioni culturali ed eventi per cittadini e turisti. Oggi, dunque, la Mostra d'Oltremare si riconfigura come parco urbano attrezzato multifunzionale di qualità, un sistema integrato a più dimensioni, un parco al servizio del quartiere, un'area di rispetto ambientale e per il tempo libero, un centro di attività culturali, un promotore del turismo, un promotore di attività economiche di qualità.
Inoltre, per le sue peculiarità architettoniche, la Mostra d’Oltremare è al centro del progetto Muvarc - Museo Virtuale di Architettura Moderna e Contemporanea, nato nel 2001 da un'idea sviluppata in collaborazione con l'Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania; un progetto da ricondurre all'interno della politica di valorizzazione turistica dell’architettura moderna e contemporanea della Campania, di cui la Mostra d'Oltremare rappresenta un elemento centrale per ricchezza e varietà di edifici di cui si compone. La Mostra d'Oltremare è infatti il manifesto di una certa tipologia di Architettura Moderna e Contemporanea presente a Napoli, che è andata trasformando l'assetto della città negli anni 30/40 del '900, e che di recente è stata candidata ad essere inserita nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.
Il progetto Muvarc permette di percorrere le strade della Mostra, osservare i volumi dei suoi edifici, presentando in grafica tridimensionale 14 dei più significativi luoghi della Mostra, tra i quali il Padiglione America Latina, la Torre delle Nazioni, il Teatro Mediterraneo, il Cubo d'Oro, la Piscina Olimpica.
Partendo dalla Mostra d'Oltremare, il progetto Muvarc si propone di musealizzare virtualmente tutte le grandi opere architettoniche moderne e contemporanee della Campania, raccontando e rappresentando lo spazio reale in un nuovo spazio, quello virtuale, ricontestualizzandolo in una rete di relazioni logiche e spaziali fra ogni singolo elemento e la molteplicità degli altri elementi.
Le linee di sviluppo del Muvarc sono dunque essenzialmente due: il completamento dei contenuti del Muvarc on line, e cioè la ricostruzione tridimensionale di tutti gli edifici di pregio architettonico moderni e contemporanei della Campania, e la trasposizione di questo lavoro in un Museo della Architettura della Campania con sede nella Mostra d'Oltremare, per farne un aggregatore di esperienze, di intelligenze, di nuovi linguaggi, di nuove economie.