La Mostra d'Oltremare è un ampio parco polifunzionale attrezzato di oltre 720.000 mq, con un prestigioso patrimonio arboreo, architettonico e artistico, capace di creare un’armonia unica tra urbanistica, verde e arte.
Il progetto nasce infatti anche per implementare lo sviluppo urbanistico di Napoli e promuovere lo sviluppo economico del Mezzogiorno. Il luogo scelto fu individuato nel quartiere di Fuorigrotta, nella zona ovest di Napoli, zona per nulla sviluppata, essendo prevalentemente agricola ed interessata - in alcune aree - ad attività di vacanza e di riposo, per la presenza di bagni termali (Agnano, Bagnoli e Pozzuoli) e di spiagge.
La realizzazione della Mostra, avrebbe dovuto innanzitutto affermare la via di sviluppo urbanistico per Napoli ad occidente, già individuata nel PRG di Fuorigrotta del 1927 e dal PRG di Napoli del 1937 e delineata con la costruzione del Rione Miraglia e del Rione Duca d'Abruzzi e da alcuni significativi interventi architettonici (Stazioni della Cumana, Casa Littoria, Istituto Motori, Collegio Ciano, Sferisterio) ed urbanistici (Galleria Laziale, Viale Augusto e Viale Giulio Cesare, Piazzale Tecchio), e avrebbe dovuto accrescere il valore economico delle aree e svolgere una funzione di attrazione turistica per l'intera città di Napoli (si pensi alla funivia Mostra - Posillipo Alta).
Il risultato è uno dei più felici esempi di urbanistica dell'epoca, costituito da un insieme di edifici e padiglioni progettati da alcuni dei migliori giovani architetti napoletani ed alcuni professionisti italiani.
La Mostra, con il suo schema urbano rimasto quasi immutato sin dalla sua costruzione, ha una sua valenza su scala internazionale. Le sue recinzioni han fatto sì che la sua integrità urbana arrivasse quasi intatta sino a noi.
L'alto valore urbanistico e storico del sito ha indotto il Ministero dei Beni ed Attività Culturali, attraverso la Sovrintendenza competente, ad emanare norme di tutela per l'intera area.
La Mostra ha inoltre il merito di aver adottato, nella sua pianificazione ed architettura, un linguaggio realmente moderno, piuttosto che seguire la più comune formula, applicata in altri casi di esposizioni mondiali, della combinazione di Art-Deco e di progettazione paesaggistica "pittoresca" (Londra 1924-1925; Parigi 1925, 1931 e 1937; Chicago 1933; Glasgow 1938; New York 1939; San Francisco 1939). Il piano spaziale, coerente e riconoscibile, è organizzato su un sistema ortogonale, nell'ambito del quale la specificità dell'edificio principale si distingue chiaramente.
L'idea spaziale alla base del piano urbano si basava sull'impiego di alcuni edifici monumentali che si elevano isolati (Torre delle Nazioni , Teatro e Auditorium Mediterraneo , Arena Flegrea , Fontana dell'Esedra , Palazzo degli Uffici) circondati dalle meno significative strutture dei padiglioni espositivi.
La relazione tra i singoli edifici era attentamente ricercata; tuttavia alcuni di essi mostrano un conflitto irrisolto tra monumentalità e fruizione, funzione tecnica e rappresentazione simbolica. Lo schema presenta alcuni spazi aperti eclettici ma spettacolari, come l'ingresso monumentale e la Fontana dell'Esedra, mentre altri spazi sono più intimi e di grande impatto, come i padiglioni del settore geografico (Libia , Africa Orientale Italiana, Isole Egee, Albania ).