La storia

La Mostra d’Oltremare, inaugurata come Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare il 9 maggio 1940, era ed è un grande parco protetto e sicuro, unico nel suo genere.

Mostra d’Oltremare si pone al centro di un sistema articolato di attività che abbracciano molteplici settori e che coinvolgono, sia direttamente che indirettamente, le aziende, l’associazionismo, le Istituzioni, i professionisti, i consumatori. Gli edifici, gli impianti, le aree esterne vengono utilizzati come quartiere fieristico, come centro congressi, come sede di concorsi, di spettacoli, di mostre d’arte, attività culturali e di svago, dando vita ad un susseguirsi di eventi di notevole impatto sull’immagine, sull’economia e sul turismo di Napoli e della Regione Campania. Un catalizzatore culturale e di interessi economici per le imprese, i cittadini ed i turisti; una realtà, aperta tutto l’anno, per la creazione di valore e sviluppo. E’ un parco urbano polifunzionale di circa 720.000 mq, con un prestigioso patrimonio urbanistico ed ambientale, che fa convivere, in perfetta sintonia, architetture, verde ed iniziative di varia natura.

Gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, necessitò -agli inizi degli anni ’50 – di un’imponente opera di ricostruzione. Rappresenta uno dei maggiori esempi di Architettura Razionalista italiana.

Tappe salienti della Storia della Mostra d’Oltremare

  • 1937: Regio Decreto di Istituzione della Mostra Triennale della Terre Italiane d’Oltremare;
  • 9 maggio 1940:  Inaugurazione della Mostra Triennale della Terre Italiane d’Oltremare alla presenza di S. M. Re Vittorio Emanuele III;
  • 1952: Apertura post bellica dell’Ente Autonomo Mostra d’Oltremare e del Lavoro Italiano nel Mondo;
  • 15 marzo 1997: Emanazione della legge n. 59 (Legge Bassanini) relativa alla trasformazione degli Enti pubblici in soggetti privati;
  • 20 ottobre 1999: Emanazione del Decreto Legislativo n. 442 (attuativo della delega prevista all’articolo 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59) che disciplina la trasformazione dell’ex Ente Autonomo Mostra d’Oltremare e del Lavoro italiano nel Mondo in Mostra d’Oltremare S.p.A;
  • 30 novembre 1999: Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.281 del Decreto Legislativo n. 442 di trasformazione dell’Ente in Società per Azioni;
  • 27 marzo 2000:Nomina da parte del Ministero del Tesoro della Commissione divalutazione del patrimonio dell’Ente Mostra e della ripartizione del capitale sociale tra gli azionisti;
  • 11 dicembre 2000:Approvazione, con decreto del Ministero del Tesoro, del lavoro della Commissione di valutazione e convocazione dell’Assemblea sociale;
  • 13 febbraio 2001:Approvazione dello statuto della Mostra d’Oltremare S.p.A. e nomina dei componenti degli Organi sociali;
  • Dal 1998: Aziendalizzazione, creazione di nuove partnership, rinnovo del portafoglio prodotti, recupero spazi e strutture;
  • 26 luglio 2001: Riapertura dell’Arena Flegrea;
  • 2002: Riapertura del Padiglione America Latina e recupero del Giardino dei Cedri;
  • 2003 Recupero del Padiglione Caboto;
  • 2004: Recupero del Laghetto di Fasilides;
  • 2005: Riapertura della Piscina Olimpica, creazione del centro benessere WeDo Wellness d’Oltremare con piscina coperta, palestra e campo da tennis;
  • 21 maggio 2006: Reinaugurazione della Fontana Esedra;
  • 7 maggio 2010: Presentazione del restaurato Cubo d’Oro in occasione dei 70 anni della Mostra d’Oltremare;
  • 11 maggio 2012: Inaugurazione del nuovo Palacongressi;
  • 20 maggio 2013: Riapertura del Teatro dei Piccoli;
  • 25 maggio 2013: Inaugurazione dell’Hotel Palazzo Esedra e Riapertura del Ristorante della Piscina;
  • Dal 10 maggio 2014: Apertura della Mostra d’Oltremare anche come Parco Pubblico;
  • 27 giugno 2015: Presentazione del Grande Progetto – Riqualificazione urbana dell’area e dei beni culturali ed architettonici della Mostra d’Oltremare

Presidente e Consigliere Delegato

Alessandro NardiPresidente
Valeria De SienoConsigliere Delegato

Le nuove sfide che si presentano quotidianamente, ci impongono di seguire una strada che possa arricchire e rinnovare la Mostra d’Oltremare. L’ente fieristico, che dal 9 maggio del 1940 gioca un ruolo importante nella città di Napoli, così come in tutto il Sud Italia, si pone al centro di un sistema che si interseca con diversi segmenti, direttamente o indirettamente, collegati al mondo delle aziende, delle istituzioni, delle professioni, dell’associazionismo e ovviamente dei cittadini, che ogni giorno scelgono i nostri spazi, i nostri parchi le nostre attrazioni. Che decidono di vivere la Mostra d’Oltremare attraverso gli eventi e le fiere che ogni anno si svolgono nei nostri padiglioni espositivi. La Mostra è uno spazio che deve essere concepito per la collettività, uno spazio di tutti, che deve poter rispondere alle esigenze dei nostri clienti, per essere più attrattivo, e che al tempo stesso guardi all’innovazione con necessità ed urgenza, per quello che deve essere il fondamento indispensabile per un autentico rilancio dell’Ente. Dobbiamo far sì che ogni giorno si possano creare le condizioni per rendere la Mostra un punto fermo dell’economica e del turismo per Napoli e per la Regione Campania, realizzando eventi di notevole impatto per l’immagine del territorio. Con il suo parco urbano di 720mila metri quadrati, la Mostra d’Oltremare è ad oggi il centro fieristico più grande del Meridione e tra i più imponenti d’Italia. L’obiettivo dei prossimi anni deve essere portare a compimento le opere di ristrutturazione, grazie ai fondi europei, dei pezzi pregiati che si trovano all’interno della Mostra. Basti pensare alla Torre delle Nazioni. Per centrare tutti gli obiettivi bisognerà applicare la politica del fare quotidiano, riuscendo a coniugare gli interessi economici delle imprese, con la creazione di valore e sviluppo della Mostra. Si tratta di un cammino lungo e difficile da percorrere, ma su questa strada procederemo senza guardarci indietro, con rinnovata e convinta abnegazione per rispondere alle priorità nell’interesse della città. In questo senso dobbiamo riuscire a realizzare un progetto che non si arresti entro i confini regionali o locali, ma che possa guardare lontano, in un quadro d’insieme di indubbia natura rivoluzionaria. Con serietà e impegno, tutti insieme, sono sicura riusciremo a realizzare tutti gli obiettivi e vincere la nostra sfida.